l'ascesa e il declino di WeWork un impero da $47miliardi

#imprenditori #successo #wework

In questo articolo ti racconterò una storia che non è presa dalla fantasia, ma è la reale storia di Adam Neumann ceo di WeWork, fondata nel 2008, colosso americano nel settore degli spazi di coworking. Premesso che non potrò raccontare tutta la storia altrimenti dovrei scrivere un libro, ma se ti interessa conoscere tutta la storia, ti consiglio la serie su AppleTv, con Jared Leto e Anne Hathway ed è anche il motivo per il quale sto scrivendo questo articolo.


Prima di inziare ti do alcuni dati: ad aprile 2012 benchmark investe 12 mlm, a gennaio 2019, WeWork ha raccolto altri 2 miliardi di dollari da SoftBank con una valutazione di 47 miliardi di dollari, al 31 dicembre 2021, la società gestiva 44,8 milioni di metri quadrati (4.160.000 m2) di spazio, di cui 19,8 milioni di metri quadrati (1.840.000 m2) negli Stati Uniti e in Canada, in 756 località in 38 paesi, e aveva 590.000 membri, con un periodo medio ponderato di impegno di 20 mesi.

Il 14 agosto 2019, WeWork ha depositato documenti per una IPO (Offerta pubblica iniziale)

Sei settimane dopo, il suo CEO Adam Neumann stava votando per rimuoversi dalla carica di AD dell'azienda. È successo tutto così in fretta, all'improvviso.

La vera storia di come WeWork si è trasformato da un unicorno tecnologico con una valutario da $47 miliardi ad una da appena $15 miliardi.



Gli inizi

Adam Neumann è nato nel 1979 a Tel Aviv, in Israele. Nonostante la dislessia, che gli ha impedito di imparare a leggere fino alla terza elementare, è diventato ufficiale della Marina israeliana, in cui ha servito tra il 1996 e il 2001. A 22 anni aveva già vissuto in 13 case diverse. Incluso un kibbutz – un’associazione volontaria di lavoratori tipica di Israele, fondata sul concetto di proprietà collettiva -, che è stata l’ispirazione per WeWork.

Neumann ha studiato al Baruch College di New York e lo ha abbandonato a quattro crediti dalla laurea, ottenuta in un secondo momento, nel 2017. In quegli anni ha conosciuto, tramite amici comuni, Miguel McKelvey, a sua volta cresciuto in una comune, nell’Oregon. Assieme a McKelvey ha fondato nel 2008 GreenDesk, un’azienda di spazi di coworking sostenibili, e, due anni dopo, WeWork.


L'scesa di Wework

WeWork permetteva alle persone di affittare una scrivania o un ufficio privato dotato di servizi come internet, caffè e bellissime e spaziose aree comuni.

WeWork era lo spazio adatto per dare voce alla community. WeWork propone un nuovo life-style, e i suoi dipendenti, così come i clienti e i media, sembrano crederci completamente: l’identità WeWork abbraccia tutte le tendenze più cool del momento, dal veganesimo all’idea del lavoro come immersione totale (Thanks God Is Monday è uno degli slogan). Il risultato è una specie di comunità hippie che alterna il work hard al play hard: le feste di WeWork – tutt’altro che vegane o salutiste, bensì sommerse di alcool che viene distribuito gratuitamente ai dipendenti 24/7 – diventano velocemente famose, con lunghe code di aspiranti imbucati che si formano fuori dalle sedi di Londra e New York.

Un incontro cruciale è quello con Masayoshi Son (fondatore della SoftBank) , che investe $4.4 miliardi nell'azienda di Adam, è celebre la frase nel film che Masayoshi pone ad Adam: "In uno scontro chi vince: quello intelligente o quello folle?"

La missione di WeWork non era solo quella di fornire spazi per uffici a prezzi accessibili, ma di costruire una generazione di lavoratori che volevano "elevare la coscienza del mondo". Questo era un concetto che Rebekah, che era il chief branding officer dell'azienda e il "partner di pensiero strategico" di suo marito, ha guidato. Nel 2018, TIME ha nominato WeWork una delle aziende geniali dell'anno per come stava ridefinendo l'ufficio.

Come ha detto un ex dirigente di WeWork a Vanity Fair nel 2019, "Adam è stato probabilmente il miglior venditore di tutti i tempi", ma è anche "è passato attraverso i soldi come l'acqua". La sua spesa spericolata, lo stile di vita, le festa, i Summer camp e le decisioni aziendali discutibili alla fine hanno portato alla sua caduta.



La caduta dell'impero

Ad un certo punto, WeWork fa quello che fanno le start-up di successo. Si preparano a fare una IPO cioè diventare pubbliche, il che significa quotarsi in borsa e vendere le proprie azioni al pubblico.

A questo punto, c’è sul tavolo una valutazione della società di 47 miliardi di dollari. Questo la rende la start-up più valutata di tutti gli USA di sempre. Per compiere una ipo parte del processo di quotazione, consiste nell'analizzare i dati e le scartoffie dell'azienda ed qui che iniziano i problemi. Infatti, per la prima volta, i giornalisti, gli investitori, il pubblico, possono davvero guardare nel dettaglio cosa c’è sotto WeWork.

Le perdite nette sono state poco meno di un miliardo di dollari, 904 milioni di dollari. La società aveva perso 900 milioni di dollari solo nella prima metà del 2019.

Per esempio, Adam aveva registrato la parola “We” e l’aveva rivenduta alla società per 5,9 milioni di dollari. Alla fine, ha dovuto anche restituire quei soldi, ma questo ha sicuramente fatto alzare le sopracciglia.

Aveva comprato molti degli edifici che ora WeWork stava affittando, la società gli aveva pagato milioni di dollari per l’affitto.

Tutta la cattiva stampa e le cattive mosse hanno fatto scendere la valutazione della società dai 47 miliardi di dollari a soli 8 miliardi di dollari.


Conculsioni

Ecco questo è un pò il sunto di questo storia raccontata in poche righe, lo so che questo articolo è più lungo del solito ma penso che ne sia valsa la pena scriverlo. E'grazie alle storie come questa che possiamo trarre ispirazione, nel bene e nel male.


Che cosa possiamo imparare da questa storia, a mio avviso ci sono 3 macro lezioni che possiamo imparare:

-la prima è che sicuramente l'audacia aiuta, Adam era convinto al 100% di quello che faceva, non aveva paura di esporsi assumendosi tutti i rischi del caso. Questo significa essere coscienti delle nostre risorse e del nostro valore.


-Una seconda lezione è che tutti noi dovremmo sviluppare delle buone capacità di comunicazione e persuasione. Comprendere e conoscere il nostro interlocutore ci aiuterà a entrare nelle sue corde, aiutandoci a farli comprendere la nostra visione.


-Molti di questi imprenditori di successo, provengono o hanno vissuto situazioni difficili sulla propri a pelle e le loro opere sono la manifestazione delle loro cicatrici, guarda Elon Musk, Ferruccio Lamborghini, si avevano una grande passione ma anche una grande sofferenza che gli ha spinti a realizzare quello che hanno realizzato.


Insomma io spero che ti sia piaciuta questa storia, se si, lascia un mi piace. CI vediamo lunedì prossimo per un'altro articolo.


Un abbraccio ❤️




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