Come va fatta la settimana di scarico negli sport di endurance.


SETTIMANA DI SCARICO. NO, tranquilli non vi annoierò con la solita spiegazione del perché sia importante. Vorrei solo porre alla vostra attenzione un errore molto comune quando la si inserisce nella propria programmazione.


Se da un lato alcuni la sottovalutano, senza pensare al fenomeno della supercompensazione, dall'altro alcuni la eseguono come una SETTIMANA DI RECUPERO ATTIVO. Due cose ben distinte!! La settimana di scarico infatti non deve essere vista come un'interruzione della progressione della forma, bensì come parte integrante della stessa.


Cosa vuol dire?

Si vuole spiegare che non ha alcun senso fare un'intera settimana di Z1 e Z2, ma ha invece senso mantenere l'intensità diminuendo il volume (l'entità delle variazioni dipendono da atleta e periodo della stagione). In questo modo si avrà una netta diminuzione del carico di lavoro e quindi dello stressor, permettendo al corpo di rifiatare, di "metabolizzare" il lavoro svolto nelle settimane precedenti, senza perdere in brillantezza.


Questo vale anche per la stagione agonistica (soprattutto nella stagione agonistica!!!) dove gli stimoli in allenamento devono essere specifici!! La settimana di scarico deve inoltre essere vista anche come opportunità per lavorare sulle skills dove pecchiamo di più e che ci ritorneranno utili in gara ( ed ecco che anche queste diventano lavori specifici). Intendiamoci! La settimana di recupero attivo ha assolutamente senso, ma solo dopo un "blocco-gare" dove si decide se staccare del tutto o, appunto, recuperare attivamente, con pedalate facili, per il tempo previsto dalla periodizzazione, con l'ulteriore scopo di avere un modesto calo di forma, essenziale per la costruzione dei successivi picchi.

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