Volere, Potere, Dovere. Quando Vanno utilizzati questi verbi?


Spesso usiamo i 3 verbi modali, volere, potere e dovere, come sinonimi. In realtà hanno 3 significati e connotazioni molto diverse tra loro e queste, quando ci riferiamo a quanto facciamo, influiscono sulla nostra performance ed efficienza, oltre che sul nostro stato emotivo.


Vi faccio un esempio molto semplice.


"Devo fare le pulizie" piuttosto che "voglio fare le pulizie".

Il dover fare qualcosa richiama subito un'idea di costrizione, l'imposizione che qualcuno mi da nel fare qualcosa. A nessuno piace essere obbligati a fare qualcosa, neppure da noi stessi; per questo è più piacevole dirsi "voglio fare le pulizie", anche se per davvero non le vogliamo fare. Una parola, una azione, un verbo, cambia totalmente l'approccio con cui ci attiviamo nel fare le cose.

Tale dinamica, di scelta del verbo più adatto per fare le cose, ha risvolti a 360° nella nostra vita, anche e soprattutto sportivamente parlando.


Devo vincere la partita.


Questa affermazione, quanta carica di pressioni, ansie e paure, prima di una gara; è un'arma a doppio taglio approcciarsi in questa modalità ad una competizione. Non ci si può permettere di commettere un errore, di avere un incertezza, non si può sbagliare, altrimenti la gara è compromessa. Il flow, il flusso di pensiero scaturiti successivamente ad un iniziale innocuo fallimento possono portare ad una reazione a catena che porta lo sportivo per davvero a buttare via una gara.

E se io invece dicessi "voglio vincere la gara". Percepisco il suono di questa frase con un pò più di tranquillità. Mi sento focus sull'obiettivo e farò di tutto per provare a raggiungerlo, dandomi, però, anche una certa libertà nel sbagliare, consapevole che potrò eventualmente recuperare gli errori.


Sostituiamo "il dover fare qualcosa" al "voler fare qualcosa".

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