Perché non facciamo quello che vogliamo fare?


Pensiamo a quella volta che abbiamo voluto comprarci quella maglietta ma abbiamo pensato di non avere il fisico adatto, oppure che fosse troppo audace, o quella volta che avremmo voluto dire quella cosa a quella persona, o quella volta che in gara ci siamo bloccati, facendoci prendere il sopravvento dalle ansie, dalla paura di perdere e dal dubbio di non essere all'altezza.


Me se semplicemente lo avessimo fatto? Se avessimo comprato quella maglietta, o avremmo detto quella cosa a quelle persona o saremmo scesi in gara facendo quello che sappiamo fare? Cosa sarebbe accaduto, cosa sarebbe cambiato?


In questa fase sto seguendo un canottiere e stiamo lavorando sulla preparazione mentale per una gara. In una sessione li ho posto queste domande: "perché ti preoccupi di quello che sai fare, in gara cosa cambia rispetto all'allenamento? perché semplicemente non pagai?"


Dette cosi sembrano domande semplici, ma penso che la sfida sia rendere semplice ciò che pensiamo sia difficile o complicato e FARLO.

Se pensiamo a tutto il processo mentale dentro di noi che avviene per l'acquisto di quella maglietta, ogni pensiero che emerge davanti a quel capo complica un'azione che di per sé è davvero semplice. Questo a volte nella vita ci blocca completamente dal agire.

Torniamo al canottiere. Che cosa sa fare bene e lo ha fatto per anni? salire sulla canoa e pagaiare, poi certo, c'è tutto l'aspetto tecnico da curare e da migliorare ma è proprio a questo che serve l'allenamento. In gara tutte le ansie, le paure, i blocchi mentali sono frutto di dubbi, di pensieri e castelli costruiti nella sua mente, se riduciamo all'essenziale il momento della gara esistono, gli elementi in quel momento ne più ne meno, nel bene e nel male intendiamoci.


Diamo più peso all'apparire che all'essere, e l'essere significa essere un canottiere, un persona con quella maglietta, una compagna un compagno. L'essere non ha ansie, paure o preoccupazione, questo forme appartengono all'apparire, all'io. Queso innesca in noi tutti i meccanismi mentali: immagini, suoni, emozioni negative che ci portano a oscurare l'essere e vivere una vita infelice, buia e piena di dubbi. Quando scopriamo che noi siamo quello che siamo, scopriamo la nostra luce interiore. Quello che sto cercando di dire in questo articolo è una cosa molto semplice: "chi sono io?" chi sei tu che stai leggendo questo articolo? sei un impiegato o un sognatore, un atleta o un operaio. Diamo spazio all'essere, facciamo si che emerga la nostra vera natura. A volte non abbiamo neanche bisogno di scoprire quale sia, è li, solo nascosta dalle mille seghe mentali che ci facciamo. Dal momento in cui ci accorgiamo chi siamo e cosa sappiamo fare, a quel punto daremo il meglio di noi. Questo modo di essere cambierà il modo in cui prendiamo le decisioni, in cui ci comportiamo davanti ai problemi e alle sfide che la vita ci offre.


Esercizio

l'esercizio di questa settimana è di lasciare andare, buttare nel cestino tutte quelle impalcature che ci siamo costruiti attorno, vivendo e scegliendo per quello che siamo. Quando ti troverai in una situazione nella quale ti sentirai bloccato/a lascia che quel pensiero scorra e poi agisci.


Ci vediamo settimana prossima, buona settima.Ti abbraccio ❤️

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