L'importanza del preparatore atletico

Aggiornamento: 15 feb 2021


Ben ritrovati, in quest'articolo vorrei parlare di un argomento che potrebbe sembrare banale di primo sguardo ma che non lo è affatto. Perchè affidarsi a un preparatore atletico? Quando serve?

Bene, a queste domande risponderò spiegando 3 punti fondamentali della preparazione atletica sia che l'obiettivo sia un aumento della prestazione sia che abbia fini estetici come la tonificazione. Partiamo.

Il primo punto è la personalizzazione dell'allenamento. Come suggerisce la parola "personal", nella denominazione assunta dall'allenatore in alcune discipline sportive (Personal Trainer), un grande vantaggio dell'affidarsi a un PT è l'elaborazione di un piano di allenamento cucito addosso. Allenamenti che rispetteranno livello di fitness, storia clinica e soprattutto i nostri obiettivi personali. Ma questo punto è abbastanza scontato e non mi soffermerò oltre dando spazio agli altri due.

Eccoci al punto fondamentale. Il nostro corpo NON migliora in acuto, ma in cronico!! Questo cosa si significa? Internet inizia ad essere saturo di applicazioni o siti che vendono singoli allenamenti, con titoli del tipo "brucia grassi", "addominali scolpiti", etc. E' una strategia che in realtà funziona molto se la analizziamo sul lato commerciale, ma che sul lato fisiologico non funziona affatto. Commercialmente funziona perchè le persone sono ormai abituate a ragionare sul breve periodo quando si tratta di "ottenere", ma il nostro corpo no.

Ciò che voglio dire è che i risultati li si otterranno sempre con una programmazione (di durata variabile) corretta e non con un singolo allenamento, per quanto corretto questo possa essere. Un singolo allenamento, da solo, non significa nulla, ma va sempre contestualizzato nella programmazione di cui fa parte. Per questa ragione gli allenamenti che si trovano sul web non potranno mai sostituire, nemmeno in piccola parte, la collaborazione con il preparatore atletico, neppure se proposti da grandi atleti o colleghi preparatori. Ripeto perchè davvero importante; non è il singolo allenamento a rivoluzionare il nostro fitness, bensì la programmazione. E qui torniamo sul primo punto; infatti la personalizzazione è la base per rendere più facile e duratura l'adesione a una programmazione, condizione necessaria per raggiungere i traguardi impostati.

Bene, siamo giunti al terzo punto: la poca obiettività personale.

Chi più chi meno, converrete con me, quando deve giudicare se stesso o comunque analizzare i risultati raggiunti perde di obiettività. Ad esempio nell'ambito fitness e body-building si possono utilizzare le foto per avere uno sguardo più obiettivo possibile. Ma il più delle volte ciò non basta. Per quanto preparati possiamo essere necessiteremo sempre di un punto di vista esterno a noi. Molto più oggettivo nell'analizzare i nostri risultati, ma anche le varie dinamiche facenti parte di una preparazione atletica. Mi vengono in mente le fasi di stallo delle prestazioni, che se non affrontate nel migliore dei modi possono durare veramente a lungo. Oppure l'uscita da un infortunio. Molte volte una volta terminato lo stop e la eventuale riabilitazione siamo portati a "strafare" per riportarci il più rapidamente possibile ai livelli precedenti, ma non sempre è una buona idea visto che il rischio di una ricaduta non è così remoto. Un punto di vista esterno tornerà certamente utile nell'affrontare le fasi più delicate nella maniera più lucida possibile.

Con questo non voglio dire che deve esserci un atteggiamento passivo da parte dell'atleta. E' chiaro che nessuno ci conosce meglio di noi stessi. Ciò che si vuole mettere in evidenza in questa sede è l'importanza di un rapporto simbiotico atleta-preparatore con uno scambio di idee con l'esterno, il PT, che potrà certamente essere costruttivo ed utile.

Bene, dopo aver analizzato il ruolo del preparatore atletico vi saluto. Arrivederci al prossimo articolo.



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