GESTO TECNICO: Come migliorarlo e perché.


Ben tornati a parlare di sport.

In questo articolo parlerò del gesto tecnico. Cosa vuol dire migliorare la tecnica del gesto atletico? A cosa può servire, ma soprattutto quali risvolti può avere?

Parto subito con il dire che avere una corretta tecnica del gesto può avere un'importanza sia estetica (negli sport coreografici) sia prestazionale. Qui tratteremo il secondo aspetto.


Una corretta tecnica ci permette di aumentare significativamente la prestazione sia in sport aerobici di lunga durata (ciclismo, corsa a piedi di fondo, nuoto di resistenza, etc.) sia in sport anaerobici di breve e brevissima durata (atletica su brevissime distanze, sollevamento pesi, lanci, etc.) sia in sport mix dei precedenti (essenzialmente gli sport di squadra).


Per due motivi: aumento dell'efficienza del gesto. Alla base di ciò vi è l'aumentata coordinazione intra e intermuscolare, quindi un adattamento a livello del sistema neuro-muscolare.

Il che negli sport aerobici si tramuta in aumentata capacità aerobica per via della maggiore economia del gesto mentre in quelli anaerobici essenzialmente per un miglior utilizzo della capacità di espressione di forza da parte dei nostri muscoli, lavorando questi in simbiosi.

Infine il secondo motivo sta nel miglioramento del RFD (rate of force development) che consiste nella capacità di esprimere altissimi gradienti di forza nei tempi più brevi (la potenza del gesto). Questo secondo punto chiaramente vale per gli sport di endurance mentre negli anaerobici vale solo per quelli di durata superiore agli 8 secondi fino ad arrivare ai canonici 45 secondi.


Un altro risvolto di una cura del gesto tecnico sta nella prevenzione infortuni. E' ormai assodato che la maggior parte degli infortuni da sovraccarico ma anche di natura traumatica avvengano per errori disfunzionali nella tecnica del gesto di riferimento. Sottolineo DISFUNZIONALE. Un movimento assume questa connotazione solo e soltanto in rapporto alle caratteristiche tecniche e soprattutto morfologiche dell'atleta in questione. Questo ci suggerisce che NON ESISTE UNA TECNICA CORRETTA UNANIME! Esiste certamente un modello a cui riferirsi, ma avendo sempre a mente la personalizzazione in base alle esigenze dei singoli atleti.


Bene, ma come possiamo lavorare sulla tecnica?

Chiaramente dovremo investirci del tempo con sessioni dedicate. Magari nei giorni di riposo per le esercitazioni più blande. Nel caso invece di quelle più intense dovremo dedicarci le giornate dedicate al carico di lavoro oppure inserire queste esercitazione all'interno delle sedute di allenamento più generali (magari nella fase di riscaldamento).

Cito ora alcuni studi.

JL Low et al. 2019. Questo interessante studio randomizzato recentissimo mette in evidenza come un lavoro di potenziamento con resistenze elastiche eseguito immediatamente prima, migliorasse la prestazione negli sprint e nell'atletica di media durata.

WJ Styles et al. 2016. In questo altro caso studio si analizza l'effetto di un lavoro di forza "a secco" sulla prestazione negli sprint nell'ambito degli sport di squadra.

E per finire cito anche Sharmann et al 2006. In questo altro studio invece si mette in relazione l'utilizzo dello stretching PNF con l'aumento della mobilità articolare e dell'economia del gesto.


Da questi studi si evince l'importanza della preparazione atletica generale nel miglioramento della prestazione nella disciplina specifica. In particolare si è visto che esercizi di potenziamento muscolare effettuati a basse ripetizioni, seppure con BUFFER (comunque ridotto), dia un buono stimolo ai livelli di forza lavorando sul sistema neuro-muscolare.

Inoltre si sottolinea anche quanto sia importante preservare ampi gradi di range of motion delle varie articolazioni per avere un ottima tecnica del movimento. Questo anche perchè avere una buona mobilità articolare implica un lavoro sincrono dei muscoli agonisti ed antagonisti (ed ecco che si torna alla coordinazione intermuscolare).

Da sottolineare anche l'importanza del lavoro pliometrico con conseguente miglioramento del RFD (come spiegato nel precedente articolo).

Infine ricordo l'importanza da parte dell'allenatore dei suoi atleti, delle loro esigenze tecnico-tattiche e morfologiche. Ognuno di noi atleti ha una storia di infortuni più o meno gravi e determinati back-ground motori.



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