Fastidi fisici: solo pippe mentali, o veri infortuni?


A chi non è capitato di svegliarsi un mattino con quel dolorino che poi lo tormenta per tutta la giornata. Oppure nel bel mezzo di un allenamento... ECCOLO! Un fastidio che ci toglie focus e se forte anche prestazione. Ma quando bisogna preoccuparsi e quando non ha senso crucciarsi?

Se è vero che lo sport aiuta veramente molto nel far funzionare al meglio il nostro corpo, in questo caso specifico il sistema muscolo-scheletrico, è altresì vero che ci mette più a rischio infortuni, soprattutto se praticato a livelli intensi.

Lo sportivo agonista in particolare è dotato di una grande percezione del proprio corpo è avverte molto prima di una persona sedentaria se qualcosa non sta funzionando bene, anche questo è un adattamento del nostro organismo all'allenamento. E se pur vero che mediamente la soglia del dolore negli sportivi è più alta, questi poichè molto appassionati di ciò che fanno spesso si preoccupano molto anche se continuano comunque ad allenarsi sopra per non perdere i progressi.

In questo articolo vorrei dare dei semplici consigli su come affrontare questi imprevisti.

Prima di tutto diamo una definizione di infortunio: un evento che determina un'inabilità alla pratica sportiva abituale (Lorenzon et al. 1980). O altra definizione, più recente, un evento che determina un ricorso a cure mediche a prescindere dalla presenza di allenamenti o competicione (Junge et al. 2000). Dunque a mio parere è la media delle due. L'infortunio è un evento che determina il ricorso a cure mediche dal momento che si ha un'inabilità a svolgere l'attività sportiva abituale.

Da ciò che si evince che se durante un allenamento sorge un fastidio che non pregiudica la prestazione e soprattutto è un caso unico non preoccupiamoci assolutamente. Se invece il fastidio si ripresenta in più allenamenti sarà il caso di allegerire il carico e indagare sulla biomeccanica del movimento che porta al fastidio: ricordiamoci che il corpo ci parla tramite il dolore. Se dura più di 2 settimane sarà il caso di rivolgersi a una figura sanitaria.

Discorso totalmente diverso è se l'evento preso in esame è un improvviso dolore che non ci permette di allenarci correttamente. In questo caso riposo e se dura più di una settimana rivolgersi ad un medico. Anche in questo caso comunque bisognerà analizzare la situazione: quindi biomeccanica del gesto, analisi del ciclo carico/scarico, etc.

Questo si riferisce a dolori improvvisi in assenza di traumi diretti (storta alla caviglia, distorsione al ginocchio, violento contatto nei giochi di squadra, etc.), in quest'ultimo caso invece esami strumentali e intervento medico dovranno subito essere presi in considerazione soprattutto se si parla di sportivi agonisti con date di competizioni da rispettare.

Dunque l'idea è che bisogna sempre cercare di capire il motivo per cui un dolore si propone, ma assolutamente la nostra reazione deve essere sempre commisurata all'entità del problema. Nei casi più gravi avere massima fiducia nel processo di guarigione e riabilitazione è essenziale per il ritorno alla pratica sportiva in tempi ridotti e ai massimi livelli.

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